nel crepuscolo, e lui è la sua ombra. ANORAK IN NYLON AZZURRO una tuta scura, capelli sporchi di polvere, occhiali che riflettono le luci delle auto che passano veloci. Non ha nome per chi lo vede: è solo il “ciclista nero”, un figura silenziosa che pedalava ogni sera, da quando la sua bicicletta è diventata la sua casa.
I passanti lo notano: un vecchio con un cane che abbassa la testa, una ragazza con un caffè caldo che gli dà un sorriso. Ma lui non parla. Pedala con le gambe magre, mani callose sul manubrio, occhi fissi sul percorso. La bicicletta ha un cestino sul posteriore, dove porta un sacchetto con un panno e un barretta. La sua vita è un ciclo di pedali: mattina per trovare un po’ di lavoro, sera per tornare al parco, dove dorme sotto un albero.
Non è triste. La strada è la sua libertà. Ogni pedalata è un respiro, ogni curva un nuovo inizio. Il ciclista nero non è un eroe, non è un vagabondo. È un uomo che ha scelto di vivere con poco, ma con tutto il vento nel viso.
Quando il sole tramonta, la sua ombra si allunga. E lui continua a pedalare, perché la strada non finisce mai. E lui non vuole che finisca.CICLISTA NERO
2026-09-09 20:42:19
**CICLISTA NERO**
La strada si estende come un filo CICLISTA NERO
nel crepuscolo, e lui è la sua ombra. ANORAK IN NYLON AZZURRO una tuta scura, capelli sporchi di polvere, occhiali che riflettono le luci delle auto che passano veloci. Non ha nome per chi lo vede: è solo il “ciclista nero”, un figura silenziosa che pedalava ogni sera, da quando la sua bicicletta è diventata la sua casa.
I passanti lo notano: un vecchio con un cane che abbassa la testa, una ragazza con un caffè caldo che gli dà un sorriso. Ma lui non parla. Pedala con le gambe magre, mani callose sul manubrio, occhi fissi sul percorso. La bicicletta ha un cestino sul posteriore, dove porta un sacchetto con un panno e un barretta. La sua vita è un ciclo di pedali: mattina per trovare un po’ di lavoro, sera per tornare al parco, dove dorme sotto un albero.
Non è triste. La strada è la sua libertà. Ogni pedalata è un respiro, ogni curva un nuovo inizio. Il ciclista nero non è un eroe, non è un vagabondo. È un uomo che ha scelto di vivere con poco, ma con tutto il vento nel viso.
Quando il sole tramonta, la sua ombra si allunga. E lui continua a pedalare, perché la strada non finisce mai. E lui non vuole che finisca.
nel crepuscolo, e lui è la sua ombra. ANORAK IN NYLON AZZURRO una tuta scura, capelli sporchi di polvere, occhiali che riflettono le luci delle auto che passano veloci. Non ha nome per chi lo vede: è solo il “ciclista nero”, un figura silenziosa che pedalava ogni sera, da quando la sua bicicletta è diventata la sua casa.
I passanti lo notano: un vecchio con un cane che abbassa la testa, una ragazza con un caffè caldo che gli dà un sorriso. Ma lui non parla. Pedala con le gambe magre, mani callose sul manubrio, occhi fissi sul percorso. La bicicletta ha un cestino sul posteriore, dove porta un sacchetto con un panno e un barretta. La sua vita è un ciclo di pedali: mattina per trovare un po’ di lavoro, sera per tornare al parco, dove dorme sotto un albero.
Non è triste. La strada è la sua libertà. Ogni pedalata è un respiro, ogni curva un nuovo inizio. Il ciclista nero non è un eroe, non è un vagabondo. È un uomo che ha scelto di vivere con poco, ma con tutto il vento nel viso.
Quando il sole tramonta, la sua ombra si allunga. E lui continua a pedalare, perché la strada non finisce mai. E lui non vuole che finisca.
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